Mancato pagamento di una fattura: cosa fare?

Mancato pagamento di una fattura: cosa fare?

Il mancato pagamento di una fattura apre la possibilità per il creditore di agire in diversi modi per recuperare il credito.

Frequenti sono i casi in cui le aziende non riescono a farsi pagare in tempi brevi dai clienti, non tutti sanno che le modalità per ottenere quanto spetta sono più di una.

Prima di procedere occorre tenere presente che, con l’introduzione della fattura elettronica, il procedimento di recupero crediti non cambia. 

Mancato pagamento di una fattura: cosa fare?

Prima di procedere giudizialmente, il primo passo consiste in un contatto informale, cioè ricordare al debitore per email o telefonate che sono scaduti i termini per saldare.

Se il tentativo non dà risultati, si procede ad una comunicazione formale, ovvero la lettera di messa in mora,predisposta dall’avvocato, mediante raccomandata a/r o PEC.

Non andato a buon fine questo ulteriore tentativo, si passa alla fase giudiziale di recupero del credito.

Nella fase giudiziale si agisce mediante ricorso per ottenere un decreto ingiuntivo; il Giudice rilascia un ingiunzione di pagamento obbligando il debitore a pagare entro 40 giorni dalla notifica del decreto.

In questo caso si apre più di una eventualità:

  1. Il debitore provvede all’adempimento entro il termine previsto.
  2. Il debitore potrebbe presentare opposizione al decreto e si avvierà un vero e proprio giudizio civile dove ognuno dimostrerà i propri diritti. In questo caso il Giudice, se il credito non supera i 50 mila euro, invita le parti a tentare una conciliazione attraverso mediazione obbligatoria. Se le parti non raggiungono un accordo neanche a seguito di mediazione, si procede in Tribunale.
  3. Altra probabile ipotesi è che, se il debitore non presenta opposizione e sono trascorsi i 40 giorni entro cui avrebbe dovuto adempiere, allora si procederà al pignoramento dei suoi beni.

Riscossione del credito: qual è il termine?

È necessario sapere che è possibile agire per riscuotere il credito soltanto entro un certo termine.

Il diritto di credito, infatti, se non esercitato nei giusti tempi, va in prescrizione, cioè non è più possibile agire per ottenere la somma.

Vediamo alcuni esempi:

  1. 10 anni per i contratti conclusi con le aziende.
  2. 5 anni per i pagamenti periodici.
  3. 3 anni per i professionisti (avvocati, notai, medici, ingegneri, ecc.)

La fattura è un mezzo di prova?

Si la fattura è un mezzo di prova.

Nel ricorso per decreto ingiuntivo il Giudice decide inaudita altera parte, cioè solo sulla base della richiesta presentata dal creditore.

Il Giudice, dunque, rilascia il decreto ingiuntivo sollo sulla base di quanto fornito dal creditore come prova del credito, cioè la fattura.

Tuttavia, nel momento in cui il debitore propone opposizione a decreto ingiuntivo, la fattura perde il suo valore probatorio.

Con l’opposizione si instaura una vera e propria causa civile dove ciascuno deve provare i propri diritti, dunque fornire nuove prove.

La fattura, in questo caso, da piena prova passa a mero indizio ed il credito dovrà essere dimostrato sulla base di altre prove.

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