Decreto ingiuntivo contro la Pubblica Amministrazione

Decreto ingiuntivo contro la Pubblica Amministrazione

Quali conseguenze determina il ritardo da parte della Pubblica Amministrazione?

Società e imprese spesso si trovano in difficoltà per i lunghi ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

Questi ritardi possono essere dovuti a svariati motivi: ad esempio una situazione di indebitamento dell’Ente in questione o un rallentamento delle procedure interne di liquidazione delle prestazioni fornite.

È ovvio che questa situazione va ad incidere in maniera significativa sui bilanci.

Per cui, la conseguenza è che le imprese, a causa di una scarsa liquidità determinata da questi ritardi, potrebbe rinunciare agli investimenti programmati o, ancora, effettuare licenziamenti.

Potrebbero rivolgersi alle banche, chiedere dei prestiti, si potrebbe verificare una situazione di indebitamento che vada ad incidere sulla vita degli imprenditori e dei lavoratori.

Cosa fare in questi casi?

I ritardi nei pagamenti possono costringere molte imprese ad avviare una procedura di recupero crediti nei confronti degli Enti Pubblici.

L’avvio di una procedura giudiziale di recupero del credito determina un allungamento dei tempi di riscossione da parte dell’impresa ma anche un aggravio dei costi per la Pubblica Amministrazione.

L’Ente pubblico si troverà, infatti, a pagare al creditore non soltanto la somma dovuta, ma anche gli interessi moratori calcolati sulla base del ritardo, le spese legali, le tasse del giudizio anticipate.

Decreto ingiuntivo contro la Pubblica Amministrazione.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento adottato da parte del Giudice su richiesta dell’interessato, il cui scopo è quello di intimare il pagamento del debito attraverso un atto formale del Tribunale.

Per prima cosa, occorre chiarire che il termine di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione è fissato a 30 giorni derogabile, in alcuni casi, a 60 giorni.

Al termine di questi giorni, il creditore può agire per via giudiziale e richiedere al Tribunale competente il rilascio di un decreto ingiuntivo.

Il credito deve essere certo, va fornita prova del credito vantato, liquido, cioè quantificabile in modo veloce e preciso, ed esigibile, cioè il termine per il pagamento deve essere scaduto.

Una volta emesso da parte del Giudice, il decreto ingiuntivo dovrà essere notificato entro 60 giorni. 

A questo punto si aprono diversi possibili scenari:

  1. La Pubblica Amministrazione adempie e paga entro il termine di 40 giorni previsto dalla legge.
  2. La Pubblica Amministrazione propone opposizione al decreto ingiuntivo entro 40 giorni . Con l’opposizione l’Ente pubblico non fa altro che ritenere che il credito sia infondato, dunque si aprirà un giudizio ordinario per dimostrare la fondatezza o meno della pretesa.
  3. La Pubblica Amministrazione in questi 40 giorni resta inerte, cioè non presenta opposizione né provvede ad adempiere. In questo caso si potrà procedere ad esecuzione forzata per ottenere quanto spetta.

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